Come ha sottolineato Wopke Hoekstra, Commissario europeo per il Clima, i piani nazionali per l'energia e il clima mostrano che la UE è sulla buona strada per conseguire l'obiettivo sulle emissioni climalteranti. Esse sono infatti diminuite nel 2023 del 37% dal 1990, mentre l'economia è cresciuta di quasi il 70%. In realtà, occorre accelerare, considerando che l'obbiettivo al 2030 è di tagliare le emissioni del 55% rispetto al 1990.
Come era da attendersi, in un contesto dominato da molteplici preoccupazioni belliche e dall'ansia del riarmo, la COP 30, la 30° Conferenza Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change), svoltasi a Belem in Brasile dal 10 al 21 novembre, si è conclusa senza esplicitare, nella dichiarazione finale, programmi e obblighi adeguati e precisi.
A inizio mese è stato pubblicato il decreto ministeriale 28 ottobre 2025 che ha aggiornato il decreto 26 giugno 2015 noto ai più come Decreto Requisiti Minimi e che formalmente reca "Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici".
E' stata pubblicata a inizio novembre la "Relazione 2025 sullo stato dell'Unione dell'Energia" presentata dalla Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, in applicazione del Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima.
Un nuovo indirizzo normativo e una recente innovazione tecnologica contribuiranno alla soluzione di alcuni problemi posti dalla generazione elettrica dei parchi eolici e degli impianti fotovoltaici.
I primi approcci concreti allo Sviluppo Sostenibile risalgono al 1972 quando, durante la Conferenza ONU sull'Ambiente Umano tenutasi a Stoccolma, si iniziò parlare della necessità di difendere e migliorare l'ambiente per le generazioni presenti e future.
La transizione energetica, a cui l'Europa e il nostro Paese si sono impegnati, ha già posto una serie di sfide. Una, per esempio,
concerne il funzionamento del sistema elettrico con una sempre più preponderante presenza di fonti rinnovabili non programmabili.
Sintesi storica e prospettive
La generazione di energia elettrica in Italia con gas naturale è stata influenzata da molteplici fattori che spaziano dall'entità e vincoli della produzione nazionale di gas alla disponibilità e logistica delle importazioni del medesimo nonché da scelte impiantistiche per le centrali del sistema elettrico (pubblico prima e privato dopo) e infine da non secondarie scelte politiche, strategiche, ambientali e paesaggistiche.
Può essere opportuno fare qualche riflessione e analisi sul passato per valutare il ruolo che l'importante fonte primaria del gas può rivestire negli anni a venire.
Sostenibilità (treccani): "Nelle scienze ambientali ed economiche, condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri".
Perché l'energia elettrica in Italia costa di più rispetto ad altre nazioni europee
Era il 1946, quando il prof. Cesare Codegone, straordinario di fisica tecnica nel Politecnico di Torino, d'intesa con il suo Maestro, Pietro Enrico Brunelli, direttore dell'ateneo, e con massimi rappresentanti dell'università, dell'industria e della professione, prese una serie di contatti per riunire un Congresso preliminare in cui ridare corpo all'ATI Associazione Termotecnica Italiana dopo la pausa bellica.
Se Leonardo Da Vinci, genio del Rinascimento - che al di là dell'epitaffio riportato sulla nave-scuola più bella del mondo ci ha mostrato quanto si può fare nei campi dell'arte, della scienza, della natura e financo della società - avesse conosciuto il virtuoso mondo della produzione combinata, forse l'altrettanto sua nota esclamazione "veramente accade che sempre dove manca la ragione suppliscono le grida; la qual cosa non accade nelle cose certe. Per questo diremo che dove si grida non è vera scienza" potremmo pensare fosse stata coniata a proposito dei falsi miti sulla CHP.
La transizione energetica richiede una varietà di interventi volti a diminuire le emissioni di gas climaalteranti, in primis la CO2. Per citare i più importanti:
- La sostituzione della produzione di energia elettrica, termica e frigorifera basata su combustibili fossili con quella prodotta da fonti rinnovabili e/o da nucleare
- La sostituzione di mezzi di trasporto basati su motori alimentati da combustibili fossili con mezzi alimentati da energia elettrica o da biocombustibili o combustibili sintetici
- La sostituzione di processi di combustione da fonti fossili con processi alimentati da bio combustibili e/o combustibili sintetici e/o con pompe di calore azionate da energia elettrica
La International Energy Agency ha organizzato insieme al governo del Regno Unito il 24 e 25 aprile, un momento di riflessione sulla cooperazione energetica internazionale: i decisori di molti Paesi si sono riuniti per discutere dei rischi tradizionali ed emergenti per i sistemi energetici, analizzando le sfide chiave e individuando gli strumenti per affrontarle.
Per motivi ambientali o economici, l'efficienza energetica è una delle tematiche più rilevanti nel contesto economico ed industriale contemporaneo.
Quadro internazionale di riferimento
La situazione italiana
Impatto sulle emissioni e sul consumo di materie prime
Impatto socio economico con riferimento all'italia
La misura denominata "Demand Response" (Der) è stata messa a punto negli Stati Uniti nei primi anni '70, per evitare che il bilanciamento della domanda e dell'offerta di energia elettrica, anche a fronte di eventi imprevisti e avversi, fosse garantito ricorrendo esclusivamente a investimenti nella capacità di riserva, il cui costo era necessariamente caricato sul prezzo di vendita del kWh.
L'idrogeno, l'elemento chimico più leggero, è oggi considerato uno degli strumenti più importanti per la
transizione energetica. In realtà, gli usi industriali dell'idrogeno sono una realtà consolidata, con origine a
inizio '900, anche se limitata a pochi e specifici settori.
A livello italiano, il consumo annuo di idrogeno è di circa 500 000 tonnellate, prodotte quasi esclusivamente mediante il reforming del gas naturale, con significative emissioni di anidride carbonica (8 ÷ 10 kg di CO2 per kg di idrogeno prodotto).
Se la stura per un effettivo decollo del biometano sarebbe dovuta essere l'avvio delle aste PNRR, ad osservarle attraverso un'analisi critica verrebbe da dire che riflettere (soltanto) sui risultati inferiori alle attese è una visione solo parziale del problema.
Il triennio ormai trascorso dall'inizio dell'Operazione Militare Speciale, come la Federazione Russa ha denominato la guerra non dichiarata che ha dato il via il 24 febbraio 2022 all'invasione dell'Ucraina, è stato a tutti gli effetti una fase di indubbia, irresponsabile regressione. Un periodo di grandi distruzioni, foriero di imperdonabili conseguenze, che gli annunci di questi giorni fanno sperare possa avere finalmente termine.
Cosa ci dicono i dati statistici sull'evoluzione temporale dei consumi energetici e delle fonti che li soddisfano?
Sono passati circa 27 anni dalla pubblicazione del Protocollo di Kyoto, il primo accordo internazionale che prevedeva impegni in termini di riduzione delle emissioni di gas clima alteranti. Ne mancano circa altrettanti all'anno 2050, indicato dall'IPCC come data ultima per raggiungere la completa "decarbonizzazione" del pianeta, condizione indispensabile per evitare conseguenze climatiche potenzialmente catastrofiche.
Il tema della transizione ecologica, ovvero dello sviluppo sostenibile e connesso alla decarbonizzazione, permea la società
e impone obiettivi (anche inseriti nel PNIEC) in termini appunto di decarbonizzazione, efficienza energetica e sostenibilità.
Tematiche che restano inscindibilmente legate alla sicurezza degli impianti.
In questi mesi, le Regioni stanno lavorando sui disegni di legge relativi alla individuazione delle superfici e delle aree idonee per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili, in attuazione del decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica del 21 giugno 2024 (il DM "aree idonee", entrato in vigore il 3 luglio 2024).
Agli inizi degli anni 2000 l'economista e sociologo statunitense Jeremy Rifkin ha iniziato una campagna di conferenze e presentazioni su un'economia basata sull'idrogeno e culminate con il suo libro "Economia all'idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra", pubblicato anche in Italia da Mondadori. All'atto pratico non si è visto negli anni successivi alcun rinascimento di diffuse applicazioni dell'idrogeno, che ha mantenuto i suoi utilizzi nel settore classico delle raffinerie e nel chimico, per produrre ammoniaca e metanolo, e nel settore missilistico.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell'alba. Tu sei la parte della forza della
tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; non pensare mai al destino, perché il destino
è il pretesto dei falliti. (Pablo Neruda)
Nel panorama energetico i consumi per usi termici rappresentano la quota più elevata. In Italia gli usi termici interessano oltre il 50% dei consumi complessivi, rispetto a circa il 32% per il trasporto e il 28% per gli impieghi elettrici.
L'unica novità del PNIEC 2024 riguarda il ricorso al nucleare, giustificato perché "La letteratura scientifica internazionale è concorde nell'affermare che un sistema elettrico interamente basato su fonti rinnovabili, in particolare non programmabili, è possibile, ma non economicamente efficiente".
Puntualmente, entro la data fissata del primo luglio, il MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha trasmesso alla Commissione Europea (CE), la versione finale del PNIEC, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, la cui stesura preliminare era stata sottoposta alla CE dal Ministero un anno fa, nei primissimi giorni di luglio, della quale ha confermato gli obiettivi.
A volte è necessario ripartire dalle basi e trovare nelle definizioni il senso del nostro "fare". Dal dizionario Enciclopedico
Treccani (oggi online ma una volta ben presente nelle librerie "dotte") leggiamo: Cogenerazione (s.f.) - Nella tecnica,
produzione contemporanea di energia elettrica e calore da parte di un impianto (impianto di c.) al fine di una più razionale
utilizzazione dell'energia fornita. Ecco l'elemento di partenza: chi si occupa di energia e di cogenerazione è chiamato a
perseguire l'obbiettivo di efficienza energetica per mezzo dell'impiego ragionevole delle tecnologie disponibili!
L'idrogeno non è una fonte di energia, ma un vettore energetico, e come tale, per le sue caratteristiche, ha un ruolo chiave nella decarbonizzazione dei diversi settori, energetico, industriale e mobilità.
L'attenzione verso l'idrogeno come vettore energetico (un'attenzione che si muove da sempre a sinusoide, oscillando tra grande e minor entusiasmo) è da sempre dovuta ad alcune sue interessanti caratteristiche.
Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e l'Ambiente) elaborato nel giugno 2023 e ora al vaglio degli organismi europei prevede, unitamente a molti altri progetti, un importante incremento della diffusione di impianti per la produzione di energia elettrica, quasi totalmente basato su due fonti non programmabili: solare fotovoltaico ed eolico. Mi pare interessante cercare di immaginare quali saranno gli effetti di questa "rivoluzione tecnologica" (nel 2030 quasi 110.000 MW di potenza installata fra solare ed eolico!) sul sistema elettrico nazionale.
Mentre si susseguono le notizie sui record di temperatura dell'aria e degli oceani, oltre ai fenomeni estremi che colpiscono tutti i continenti, ci domandiamo se le risposte in termini di contrasto all'emergenza climatica, di riduzione delle emissioni, di accelerazione della diffusione di tecnologie verdi siano sufficienti.
La trasformazione del settore energetico, per la grande entità delle sue emissioni di gas serra, svolge un ruolo di massima importanza per decarbonizzare l'economia globale e conseguire obiettivi, sempre più stringenti, stabiliti annualmente dalla COP (Conferenza delle Parti) sui cambiamenti climatici, nelle sue riunioni dal 1992 ad oggi.
Una sfida testimoniata dall'accordo raggiunto nel dicembre 2015 alla COP 21 a Parigi che impegna a livello giuridico 177 Paesi firmatari a mantenere l'innalzamento della temperatura terrestre sotto i 2° e - se possibile - sotto 1,5°, rispetto ai livelli pre-industriali.
Come ha messo in evidenza Schumpeter nel suo saggio "Il processo capitalistico. Cicli economici ", le innovazioni fondamentali - in grado, cioè, di aprire nuove importanti prospettive economiche - spesso si manifestano a grappolo, generando prolungate discontinuità rispetto alla situazione pregressa. Contemporaneamente allo sviluppo di eolico e fotovoltaico, si è infatti verificato quello, ancora più rilevante, delle tecnologie digitali, il cui ultimo e più eclatante risultato è l'intelligenza artificiale generativa, in grado di creare contenuti realistici imparando dai dati esistenti.
Nel contesto dell'attuale dibattito globale sull'ambiente, e considerando la crisi climatica che stiamo affrontando, il
tema dell'efficienza energetica nell'industria è diventato un obiettivo-chiave non solo per le aziende ma anche per
la politica, e i governi di tutto il mondo.
Ormai è convinzione largamente diffusa che solamente attraverso il contenimento dell'incremento della concentrazione
di CO2 nell'atmosfera la battaglia per il clima possa essere vinta.
Come ogni volta accade, l'inizio dell'anno porta a riflettere sul fluire del tempo e sul futuro che ci aspetta. A immaginare con apprensione, variamente giustificata, come sarà il domani. Tanto più nel frangente attuale, consapevoli che il nuovo corso offre l'opportunità di migliorare il benessere dell'ecosistema e, con esso, la qualità della vita e della convivenza civile, ma reca pure gravi e temibili rischi. In quanto è del tutto evidente che la debolezza della governance globale nel comporre gli scontri, facendo leva su cultura, assennatezza e responsabilità, non ha la forza di evitare o, per lo meno, di mitigare le minacce e i mali che insidiano il Pianeta.
Nell'ultimo discorso del presente mandato, la presidente della Commissione europea ha ribadito gli obiettivi e le strategie del Green Deal europeo.
Nel rapporto 2023 del think tank Strategic Perspectives di Bruxelles, "Competing in the new zero-carbon industrial era - Assessing the performance of five major economies on key decarbonisation technologies", le politiche, gli scenari e i risultati ottenuti sono comparativamente descritti per Cina, Unione Europea, India, Giappone e Stati Uniti. Per quanto riguarda le pompe di calore, l'Unione Europea ha visto nel 2022 una crescita del 38% di macchine installate rispetto al 2021.
Il percorso verso una società sostenibile è costellato da innovazioni audaci, e l'idrogeno emerge come protagonista in questa rivoluzione energetica. Tuttavia, l'entusiasmo per le potenzialità di questa fonte di energia pulita va di pari passo con la necessità di affrontare nuove sfide di sicurezza. In questo contesto, la normativa ATEX assume un ruolo fondamentale nel garantire che l'impiego dell'idrogeno avvenga in modo sicuro ed efficace.
La conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite COP21 di Parigi del 2015, e le conferenze successive hanno fissato i limiti di incremento della temperatura media del pianeta a 1,5 °C al 2050, anche se su tale data non c'è unanimità del 193 Paesi.
La Conferenza di Parigi, in particolare, ha dato avvio all'agenda ONU 2030 con la definizione dei 17 SDGs Sustainable Development Goals; tale importante evento era stato preceduto di qualche mese dalla pubblicazione, il 24 Maggio 2015, della profetica Enciclica "Laudato Sii" di Papa Francesco.