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Articoli e news su Carbone

EEA European Environment Agency

I costi dell'inquinamento industriale provocato dalle strutture più grandi diminuiscono in Europa, ma rimangono al 2% del PIL dell'UE

L'inquinamento atmosferico causato dalla grande industria europea continua a causare danni significativi all'ambiente, al clima e alla salute delle persone. Tuttavia, secondo un'analisi aggiornata dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) , il costo di questo inquinamento è diminuito di circa un terzo negli ultimi dieci anni. Pubblicata oggi, l'analisi mostra che solo una piccola parte degli impianti più inquinanti - molti dei quali centrali a carbone - provoca la metà del danno totale.

La Termotecnica

Cop28, trovato l'accordo: "no uscire da fonti fossili" ma "transitare"

Il testo non contiene più la dicitura "phase-out", che auspicava l'eliminazione dei combustibili fossili e che più di 100 Paesi avevano invocato, ma chiede una transizione dai combustibili fossili, per la prima volta scritta la parola "combustibili fossili" nel testo

Enel Green Power Italy

Alla COP28 premiato il progetto di transizione giusta di Andorra

Il progetto di Just Transition della centrale di Teruel, Andorra, è stato premiato nella categoria Rinnovabili, alla COP28 di Dubai. Un progetto centrato sulla conversione della centrale a carbone in un hub per le energie rinnovabili, sviluppando attività economiche e creando occupazione nell'area.

Sotacarbo

Il costo delle rinnovabili frena il metanolo verde: pubblicati i risultati di Sotacarbo

Il metanolo (o alcool metilico, CH3OH) è uno dei composti più utilizzati nell'industria chimica e farmaceutica, nonché nei processi di produzione di idrocarburi sintetici, con un mercato in continua espansione. Oggi la produzione mondiale (90 milioni di tonnellate all'anno) deriva in modo pressoché esclusivo dai combustibili fossili: il 65% da gas naturale, attraverso processi cosiddetti di steam reforming, e il 35% dal carbone attraverso processi di gassificazione.

ABB

L'efficienza energetica è il modo migliore per tagliare i costi e ridurre le emissioni nell'industria oggi stesso

- Uno studio indipendente elenca 10 interventi che possono aiutare gli utilizzatori industriali a migliorare fin da subito la loro efficienza energetica - Il miglioramento dell'efficienza energetica ridurrà drasticamente le bollette e le emissioni nel breve e medio termine, senza incidere sulla produttività - L'industria è il più grande consumatore mondiale di elettricità, gas naturale e carbone e rappresenta il 42 percento della domanda di elettricità

Mouser
Alberto Pettinau

Idrogeno e combustibili rinnovabili per la transizione energetica

- Idrogeno da materiali di scarto - E-fuels - Le nuove sfide

Ferroli

Efficienza all'ultima sfida!

Sempre più lontani dal carbone, sempre più vicini all'idrogeno.

Franco Velonà

Fonti energetiche nell'attuale contesto mondiale

Nella lotta da affrontare contro i cambiamenti climatici globali nei prossimi decenni (zero carbone entro il 2050), accanto al crescente ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, si rende necessario disporre di fonti integrative affidabili per coprire le inevitabili indisponibilità delle stesse (sole, vento, pioggia). Nell'interessante editoriale del prof. Ennio Macchi nel numero 9 dello scorsa mese di novembre de La Termotecnica sono ben illustrate "pratiche virtuose " per il clima (pompe di calore, cogenerazione... ).

IBT Connecting Energies

Energia primaria: dal suo fabbisogno agli impianti per garantire efficienza energetica

Per definizione, una fonte di energia si considera primaria quando non deriva dalla trasformazione di nessun'altra forma di energia, come ad esempio le fonti rinnovabili, come il sole o il vento, le fonti esauribili, come il petrolio, il gas metano, il carbone. Ecco cosa sapere sull'argomento e sulle possibilità di risparmio per mezzo degli impianti di cogenerazione, come quelli proposti da IBT Group insieme al suo partner esclusivo per il mercato italiano, Capstone Green Energy.

Schneider Electric

Perché fornire alternative al gas SF6 e altri gas serra è importante per ridurre le emissioni di anidride carbonica

L'urgenza di agire per contrastare il cambiamento climatico non è mai stata così grande e, in assenza di una regolamentazione globale, varie aziende stanno volontariamente intensificando i loro sforzi per colmare questo divario. A inizio 2021 più di 1.000 aziende avevano fissato obiettivi di riduzione del carbonio sulla base di obiettivi scientifici condivisi (Science-based Targets Initiative - SBTI), mentre altre centinaia erano già impegnate in progetti per adottare energia rinnovabile, aumentare l'efficienza energetica e passare ai veicoli elettrici attraverso programmi come RE100, EP100 ed EV100 di The Climate Group. Recentemente, gli impegni presi da alcune aziende sono saliti di livello, ripromettendosi di raggiungere la neutralità o addirittura la negatività di emissioni. Gran parte dell'azione fino ad oggi si è concentrata sulla riduzione delle emissioni generate dalla produzione di elettricità, quelle classificate nell'ambito Scope 2 del GHG Protocol. La maggior parte di queste emissioni proviene dalla combustione di combustibili fossili come carbone e gas naturale e sono prevalentemente composte da anidride carbonica (CO2), il più diffuso dei gas serra. Tuttavia, se le aziende vogliono avere un approccio più sofisticato, diventa imperativo affrontare la riduzione di una gamma più ampia di emissioni. Una nuova enfasi sulla riduzione dell'anidride carbonica negli ambiti Scope 1 e Scope 3 del GHG Protocol Ridurre il consumo di elettricità nell'operatività aziendale e affidarsi all'acquisto di energia rinnovabile (sotto forma di un accordo di acquisto di energia [ PPA ] o tramite certificati di attribuzione energetica [ EAC ] è un modo relativamente semplice per gestire le emissioni di Scope 2. In effetti, secondo un dato comunicato da Bloomberg New Energy Finance, fino alla fine del 2019 le aziende private erano state responsabili dell'acquisto di oltre 32 gigawatt di capacità di elettricità rinnovabile in tutto il mondo tramite PPA (e i clienti di Schneider Electric rappresentano circa il 25% di questo totale). È più difficile ridurre le emissioni in altre aree aziendali e, a seconda delle dimensioni e dell'ambito dell'attività, l'elettricità può essere una componente relativamente piccola dell'impronta complessiva delle emissioni. Ad esempio, settori come quello dei viaggi, le spedizioni marittime e altre forme di trasporto o le industrie con processi di produzione ad alta intensità energetica che si basano sull'energia termica per il calore, possono avere un'impronta di Scope 1 fuori misura rispetto al consumo di energia nelle proprie flotte e strutture. E quasi tutte le aziende faticano ad affrontare le riduzioni di Scope 3, poiché tale categoria include le emissioni legate alla catena di approvvigionamento, i viaggi d'affari e la gestione dei rifiuti, che sono al di fuori del controllo operativo diretto dell'azienda. Quali sono i gas serra in atmosfera La buona notizia è che la volontà di ridurre le emissioni anche in queste aree critiche sta stimolando l'innovazione. Nuovi sviluppi in ottica di circolarità, nella progettazione del ciclo di vita del prodotto, nei biocarburanti e in altre tecnologie stanno aiutando le aziende ad avvicinarsi allo "zero netto" di emissioni.

Gli ultimi webinar su Carbone

Dario Di Santo

La sfida per la decarbonizzazione

Il settore energetico è la principale causa dell'effetto serra (75% inEU). È dunque naturale che l'energia costerà di più. Occorre investire molte risorse nella decarbonizzazione. Il pacchetto Pronti per il 55% nasce come proposta di percorso verso il target europeo di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% al 2030 rispetto al 1990. Le direttive sull'efficienza energetica e le fonti rinnovabili saranno riviste per introdurre i nuovi obiettivi collegati al 55%. Il Fit for 55 per i trasporti. Novità per ETS - emission trading, e ESR - effort sharing regulation. Progetti europei

copertina Guida Idrogeno

L'ultima guida in partnership con La Termotecnica

Altri contenuti su Carbone

NOBEL

Una nuova realizzazione della Nobel

Nella fase di progettazione, le caratteristiche peculiari dell’acqua disponibile da trattare hanno richiesto una particolare attenzione, sia per selezionare i processi di trattamento, sia per selezionare i componenti e i materiali necessari. L’impianto, completamente automatico, prevede una disinfezione dell’acqua, la filtrazione su un letto dual media, l’addolcimento, una filtrazione su carbone attivo e una filtrazione finale su più stadi con grado di filtrazione diversi. Lo stadio finale prevede una filtrazione fino a 0.2μm assoluti. Sia il filtro a carbone attivo che il filtro finale (0,2 μm) sono sterilizzabili con vapore, per una maggiore sicurezza della qualità dell’acqua, dal punto di vista sanitario.

Alma C.I.S.

L'ambiente è la tua energia

New entry nei campi di competenza ALMA C.I.S. La gassificazione è un processo chimico che permette di convertire materiali come il carbone, il petrolio, o le biomasse, in monossido di carbonio, idrogeno e altri composti gassosi. Il processo di degradazione termica avviene a temperature elevate (superiori a 700-800 °C), in presenza di una percentuale sotto stechiometrica di un agente ossidante: tipicamente aria (ossigeno) o vapore. La miscela gassosa risultante costituisce quello che viene definito gas di sintesi (syngas) e rappresenta essa stessa un combustibile. La gassificazione può utilizzare all’incirca qualsiasi materiale organico, incluse le biomasse e i rifiuti plastici. Il syngas prodotto brucia producendo vapor d’acqua e diossido di carbonio.

AGB Biogas

Sistemi di alimentazione per impianti di biogas

Gli obbiettivi che AGB Biogas si pone per il futuro riguardano i suoi rapporti coi mercati esteri, in particolare con quello cinese, con cui AGB sta formalizzando alcune collaborazioni molto interessanti. L’Italia infatti è oggi il terzo produttore al mondo di biogas dopo Germania e Cina. Oltre 30 milioni di famiglie in Cina hanno digestori biogas che convertono i rifiuti in energia pulita. Nelle zone rurali della Cina, la maggior parte dei villaggi non ha elettricità e i combustibili commerciali come il kerosene e il carbone sono costosi.

MRU ITALIA

Analisi di combustione, biogas e syngas

Negli ultimi anni, vista l'importanza strategica delle nuove forme di energia alternativa, MRU ha sviluppato un'Intera gamma di prodotti dedicata all'analisi di processo, per il controllo della composizione del biogas da digestione anaerobica o da discarica, come per il syngas derivato dalla gassificazione di scarti vegetali, legna e carbone. L'esperienza maturata in questi anni nel settore dell'analisi dei gas, ha permesso all'azienda di sviluppare per tutte le applicazioni sia le versioni portatili sia i modelli stazionari per controlli in continuo. Ne è di particolare esempio la linea completa di analisi del biogas, disponibile in tre modelli per adattarsi al meglio alle richieste del cliente: dal modello palmare per brevi misure OPTIMA7, fino alla versione in continuo SWG 100, studiata per lavorare 24 ore su 24 e disponibile in versione ATEX per installazione in zona classificata.

Mike Hall

Thermo King annuncia il nuovo refrigerante standard per l'intera gamma di unità per autocarri e semirimorchi in Europa

Thermo King, produttore di sistemi di controllo della temperatura destinati al settore dei trasporti e marchio di Ingersoll Rand, ha annunciato oggi che a partire dal 1° gennaio 2016 le sue unità di refrigerazione per semirimorchi e quelle ad alimentazione autonoma e alimentate da veicolo saranno disponibili di serie in Europa con il refrigerante di nuova generazione a basso potenziale di riscaldamento globale (GWP). Parallelamente, Thermo King sta lavorando per rendere il nuovo refrigerante R-452A a basso GWP lo standard delle unità serie V alimentate da veicolo. Il nuovo Chemours Opteon™ XP44 (R-452A) ha un valore di GWP del 50 per cento circa inferiore rispetto all'attuale refrigerante. "Thermo King si adopera per proporre soluzioni di controllo della temperatura ecosostenibili, e in questo modo onora il proprio impegno", ha commentato Karin deBondt, Vice Presidente e Direttore Generale per il settore Autocarri, semirimorchi e autobus di Thermo King in Europa, Medio Oriente e Africa. "Ogni nuova unità per autocarri e semirimorchi assicurerà prestazioni elevate utilizzando l'R-452A. Oltre che per le unità nuove, i nostri clienti potranno scegliere questa soluzione anche per i sistemi esistenti, con il supporto dei nostri tecnici qualificati e certificati che formano la rete di vendita e assistenza più estesa del settore". A partire dal 1° gennaio 2016, i clienti Thermo King in Europa che vorranno migliorare l'efficienza riducendo al contempo l'impatto ambientale potranno ordinare le unità SLXe per semirimorchi, i modelli della serie T e UT ad alimentazione autonoma per autocarri rigidi e i sistemi di refrigerazione per autocarri alimentati da veicolo della serie V con il refrigerante R-452A come opzione standard. Questo portafoglio combinato di prodotti offre ai trasportatori la soluzione più sicura, ecosostenibile e praticabile dal punto di vista tecnico e commerciale per le applicazioni di refrigerazione destinate ad autocarri e semirimorchi. Questo annuncio giunge dopo il primo anniversario dell'impegno sul clima assunto da Ingersoll Rand nel settembre 2014 e contribuisce alla gamma di prodotti Ecowise ™ concepiti per ridurre l'impatto ambientale con refrigeranti di nuova generazione, a basso GWP ed elevata efficienza operativa. L'impegno di Ingersoll Rand prevede la riduzione delle emissioni di gas serra dovute alle sue attività di circa il 35% entro il 2020, la riduzione delle emissioni di gas serra dovute ai suoi prodotti del 50% entro il 2020 e l'investimento di 500 milioni di dollari in attività di ricerca e sviluppo di prodotti nei prossimi cinque anni, in modo da sostenere la riduzione a lungo termine delle emissioni di gas serra. Nel primo anno, l'impegno sul clima sottoscritto dalla società ha portato a evitare il rilascio di circa 1,5 milioni di tonnellate di CO2e, equivalenti alle emissioni di CO2 ottenute dalla combustione di oltre 1,6 miliardi di libbre di carbone e al consumo di energia elettrica di oltre 200.000 abitazioni per un anno. Entro il 2030, la società prevede di ridurre la sua impronta di carbonio di 50 milioni di tonnellate.

Mouser
A. Tallini

Valorizzazione energetica del CSS in sistemi di generazione di potenza termoelettrici

La politica europea sui rifiuti incentrata sulla protezione dell’ambiente pone severe restrizioni allo smaltimento dei RSU per minimizzare l’inquinamento attraverso uno sfruttamento efficace delle risorse. In tale contesto il CSS è una fonte energetica a basso costo utilizzabile in sostituzione di combustibili fossili nelle centrali termoelettriche da produrre previo riciclo, recupero di materiale, compostaggio e pretrattamento meccanico. la co-combustione di CSS con carbone nelle centrali termoelettriche è una soluzione vantaggiosa e conveniente rispetto all’incenerimento e la combustione di biomassa e l’opzione finanziariamente più redditizia nelle centrali a carbone con miglioramento netto del bilancio energetico. La corretta progettazione delle specifiche del CSS garantisce il corretto funzionamento degli impianti. A questo scopo, la micronizzazione è la migliore tecnica innovativa per produrre CSS di alta qualità da usare in centrali termoelettriche in parziale sostituzione di combustibili fossili.

ABS

Acciaierie Bertoli Safau e Tholos - Certificati Bianchi per un’industria energeticamente efficiente

Il lavoro delle due aziende per rendere il comparto siderurgico più in linea con i principi di white economy premiati a Rimini durante la fiera Key Energy. Anche il settore siderurgico può essere a basso impatto ambientale, mantenendo alti standard qualitativi e produttivi, come dimostra l’assegnazione del premio FIRE - Certificati Bianchi per un’industria energeticamente efficiente ad ABS - Acciaierie Bertoli Safau del Gruppo Danieli, azienda friulana (che ha di recente ottenuto la certificazione del proprio Sistema di Gestione dell’Energia – SGE - secondo lo standard ISO 50001) che realizza acciai speciali di alto livello, per uno dei progetti realizzati in collaborazione con Tholos, ESCo certificata UNI CEI 11352, specializzata nella consulenza alle industrie per l'efficienza energetica e l’ottenimento di Certificati Bianchi. Il riconoscimento è stato ritirato da Luca Sassoli, Energy Manager di ABS, giovedì 5 novembre 2015, nell’ambito della fiera Key Energy, Rimini Fiera. Il riconoscimento è stato assegnato all’ intervento di efficienza energetica che consiste nel revamping del parco siviere all’interno del reparto acciaieria. L’intervento ha consentito un abbassamento dei consumi specifici di energia nel processo di produzione dell’acciaio fuso, consentendo un aumento del quantitativo di acciaio fuso trattato per ciascuna colata e una riduzione dei consumi specifici di energia elettrica, carbone/grafite e metano, rispetto alla situazione pre-intervento. “L’intervento di efficienza energetica realizzato da ABS e premiato da FIRE nell’ambito di questa importante fiera – ha dichiarato Michele Loi, Amministratore Delegato di Tholos – consente non solo di produrre in modo più efficiente, ma ha anche un vantaggio in termini ambientali, in quanto sono ridotte le quantità di materiale refrattario da impiegare nelle siviere e da smaltire (rifiuti), minimizzando, dunque, l’impatto che l’intero sistema ha sull’ambiente”. “Siamo onorati di ricevere un simile riconoscimento che ci ripaga del lungo percorso mirato a migliorare il nostro sistema produttivo in un’ottica di white economy. – Ha commentato Luca Sassoli, Energy Manager di ABS. – Ringraziamo il team di Tholos, che ci ha affiancato in questo intervento di eccellenza”. Tholos, ESCo certificata UNI CEI 11352, è specializzata nell'attività di supporto e sostegno alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche efficienti. La mission aziendale recita “Dare vita all’efficienza energetica” e questo viene fatto quotidianamente grazie ad un pacchetto di servizi strutturato e pensato per soddisfare le esigenze dei clienti. Con i servizi Utile Energia e Conto Energia Termico, Tholos accompagna le aziende e la loro efficienza nell’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica, nella gestione avanzata del portafoglio TEE e nella vendita sui mercati dedicati. Attraverso il sevizio F.A.R.E., promuove e finanzia direttamente l’efficienza energetica presso i clienti impiegando risorse finanziarie proprie, con la garanzia del risultato in termini di risparmio energetico.

Anna Zanchi

Il boom della produzione di energia elettrica nei paesi emergenti crea nuovi equilibri nel mercato globale

La crescita vertiginosa dell’economia e delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo sta spostando l’ago della bilancia nel mercato delle apparecchiature e delle costruzioni di impianti energetici a loro favore. I produttori di energia in questi paesi preferiscono i costruttori domestici di apparecchiature per la conformità alle normative locali, i bassi costi e la base di produzione locale. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “A Changing Global Landscape for the Power Equipment and Construction Market”, rileva che i paesi emergenti sono destinati a conquistare una quota maggiore della produzione globale e che la loro capacità installata supererà i 4,6 terawatt (TW) entro il 2030. Lo studio riguarda i mercati degli impianti di produzione di energia elettrica a carbone, a gas e idroelettrici in regioni chiave, e analizza il panorama in continua evoluzione delle apparecchiature, delle costruzioni e della legislazione relative a tali impianti. Il sostegno governativo sotto forma di investimenti nel settore energetico ha avuto un ruolo importante nell’alimentare il mercato interno degli impianti energetici in mercati emergenti come Cina, India e Corea del Sud. La Cina, in particolare, ha finanziato progetti energetici all’estero in paesi ricchi di risorse, portando beni e servizi degli operatori emergenti verso nuove aree geografiche come l’Africa e il Sud America. Gli operatori storici provenienti da Stati Uniti, Europa, Russia e Giappone – che hanno dominato il settore degli appalti e della produzione di apparecchiature critiche nell’ambito dell’ingegnerizzazione, approvvigionamento e costruzione delle centrali elettriche – stanno assistendo al trasferimento di questo potere dai paesi occidentali a quelli orientali. Il mercato del gas è dominato dagli operatori tradizionali. La maggiore produzione di energia idroelettrica e a carbone dei paesi emergenti nell’ultimo decennio ha aiutato gli operatori di tali regioni ad acquisire esperienza nella costruzione di centrali idroelettriche e a carbone. L’attenzione a questi due settori, tuttavia, ha diminuito le installazioni di centrali a gas e ha limitato le attività nell’ambito della tecnologia delle turbine a gas in Oriente. D’altra parte, il maggior numero di installazioni di centrali a gas in Occidente e la superiorità tecnologica hanno aiutato i produttori di apparecchiature tradizionali a conquistare maggiori quote di mercato in questo segmento. Guardando al futuro, poiché la maggior parte delle utility devono affrontare budget sempre più ridotti e possibilità sempre più ridotte di finanziamento dei progetti, le alleanze con le banche locali aiuteranno ad aggiudicarsi nuovi progetti nei paesi in via di sviluppo. Lo studio “A Changing Global Landscape for the Power Equipment and Construction Market” fa parte del programma Energy & Power Growth Partnership Service. Altri studi di Frost & Sullivan collegati a questo argomento sono: “Global Substation Automation and Integration Market”, “Global Microgrids (MGs) and Virtual Power Plants (VPPs) Market” e “Global Distribution Automation Market”. Tutte le analisi comprese nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.

Renato Migliora

Il peso dell’energia e le emissioni di gas serra

La politica energetica nazionale è vincolata alle scelte Europee : Pacchetto Energia-Clima 20-20-20. A tali vincoli si sono aggiunte le decisioni nazionali che hanno indebitamente accelerato l’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (FER). L’incentivazione ha portato ad un'esplosione dei costi e messo in crisi la gestione del mercato elettrico. Le difese delle specificità nazionali ostacolano l’integrazione dei mercati, a sua volta resa difficile dalla sempre maggiore interferenza del sistema regolato sul mercato libero. L’ industria chimica è un forte consumatore di vapore; siamo i primi per potenza cogenerativa installata. Nonostante questa forte efficienza siamo penalizzati rispetto ai concorrenti europei che fanno il vapore con centrali a carbone ad un costo circa metà del nostro.

Alessandro Clerici

Il rapprto del WEC 2013

L’elettricità è sempre più importante e nel 2030 assorbirà il 44% delle risorse energetiche. La produzione di elettricità è causa del 40% delle emissioni di CO2 derivante da attività umane. L’efficienza media delle centrali termoelettriche nel mondo è inferiore al 33%. Se tutte avessero (centrali a carbone ed a gas ) le BAT si risparmierebbero il 30% del carbone consumato per produrre elettricità e si potrebbero togliere dal servizio 500 GW di centrali a carbone, il 30% del gas consumato e si potrebbero eliminare 300 GW di centrali a gas, oltre 3 miliardi di tonnellate di CO2.

Circuito EIOM